La neuro-scienza di Pokemon GO


Pokémon Go è un reality game gratuito, virtuale e dotato di servizio di localizzazione satellitare ; ma perché ha avuto un tale successo?Pokemon Go

Tuo figlio non riesce a staccarsi ? Gioca di continuo ed esce per lunghe passeggiate per catturare i pokemon?

Per capirlo, bisogna conoscere la neuroscienza che sta dietro a Pokémon Go. Ecco qui 5 idee che possono spiegare perché sia diventato un tale fenomeno:

  1. L’approccio alla realtà virtuale porta a concentrarsi sull’IO.
    Siamo esseri narcisistici, e gli adolescenti un pò di più. Le ricerche hanno dimostrato che prestiamo più attenzione alle cose che sono legate a noi stessi e che quando parliamo di noi stessi, si attiva nel nostro cervello il circuito di compensazione di dopamina, da cui deriva la corrispondente sensazione di benessere.
    Quindi, dando al giocatore il pieno controllo, può dirigere il gioco a suo piacimento, il gioco riguarda sé stesso. Potresti avere il controllo del tuo personaggio anche su giochi come Call of Duty, ma la realtà virtuale di Pokémon Go ti dà la capacità di auto-generare esperienza letteralmente quando e dove desideri, l’unica condizione è avere uno smartphone a portata di mano. Qualsiasi luogo diventa parte del gioco.
    Puoi catturare Pokemon al parco, in ufficio, nel tuo appartamento, di giorno o di notte. Ti dà una piccola carica sin da quando apri l’applicazione e accade qualcosa, perché sei consapevole che gestisci questo livello virtuale basato sul tuo ambiente reale. Questo scopo si riflette nell’apprezzamento di sè stessi e del prodotto, il che significa che giocherai ancora e ancora con l’App.
  2. Il gioco è una continua fuga nel racconto. I nostri cervelli amano i racconti e lo stesso percorso di ricompensa di dopamina che si attiva quando si parla di noi stessi si attiva anche quando sperimentiamo nuove cose. L’attivazione di tale processo orienta le persone a ripetere cosa hanno appena fatto per ottenere ancora ricompense. Nel caso di Pokémon Go, vai in contro a qualcosa di nuovo ogni volta che giochi, il che ti porta in nuovi luoghi, così da poter trovare nuovi Pokemon.
  1. L’impatto emotivo viene “stratificato” Ricerche hanno mostrato che i responsi virtuali attivano la stessa rete neurale come esperienze reali, nello stesso modo in cui le immagini di ricompensa e premi reali sono percepiti quasi allo stesso modo per il cervello. Pokémon Go prende spunto dall’ambiente reale e li accoppia con il mondo virtuale per un maggior impatto. Ad esempio, se si è vicini ad un corpo d’acqua potresti catturare un Magikarp, mentre se sei nei pressi di un sottopassaggio potresti catturare un Rattata: questa congruenza acqua/terra aumenta il senso di piacere e di realizzazione. Accumulare emozioni rafforza l’associazione positiva al gioco, e ti tiene all’amo.
  2. Il gioco promuove i legami sociali. I bisogni sociali sono alcuni fra i più potenti fattori comportamentali. Siamo influenzati da quello che fanno gli altri intorno a noi, quindi se tutti stanno giocando a Pokémon Go, saremo spinti a emularli.
    Al momento, più del 90% degli americani fra i 18 e i 65 anni ha sentito parlare di Pokémon Go.
    La mobilità del gioco come risultato della realtà virtuale permette inoltre collaborazioni fra i giocatori, localmente e virtualmente. Se il ragazzo che vedi sta camminando su e giù per catturare Pokemon, allora c’è una connessione immediata, perché si riconosce che appartieni a qualcosa di più grande, non solo di qualcosa di cui si parla, ma di un gioco di collaborazione e sfide al tempo stesso. Diventi parte di un gruppo, “i giocatori di Pokemon Go.
  3. Collezionismo. Piace a tutti completare una collezione, un album di figurine, una raccolta punti, sono concetti che da sempre muovono il commercio da quando siamo bambini a quando siamo grandi. Il gioco è basato sulla cattura di 150 pokemon che si trovano nel mondo dintorno a noi , alcuni più semplici altri più rari e questo fa divenire il gioco una lunga rincorsa al completamento di qualcosa che è incompleto.

Pokemon Go non è certo il primo videogame ad usare questi concetti ma è il primo che li ha resi disponibili a tutti, infatti il gioco è gratuito. Il gioco in sè non è sconvolgente e come tutte le attività va gestito. Se giochi tu, o tuo figlio gioca non è certo la proibizione o l’astinenza che ti insegnerà a gestirlo.

Ho alcuni consigli di buon senso per te, puoi decidere di non seguirli ma io li ho applicati e in 3 giorni ho raccolto oltre 110 pokemon differenti:

  • Decidi quando e per quanto tempo giocherai
  • Cerca di non entrare in luoghi pericolosi e assolutamente non giocare mentre guidi, attraversi la strada o svolgi compiti.
  •  Cerca di goderti quello che accade intorno a te se passeggi per giocare non c’è nulla di male ma goditi i punti turistici che il gioco segnala
  • Fai pause almeno ogni 20 minuti di qualche minuto per far riprendere il cervello e riposare gli occhi

Come ogni aspetto della nostra vita  i videogame, il cellulare o il cibo non sono la causa di problemi ma l’uso che noi ne facciamo.

Se tu hai dei problemi a smettere di giocare o tuo figlio contattaci per una consulenza gratuita ti aiuteremo a vivere tutta la tua vita in tutte le sue parti: amici,famiglia,gioco,scuola e non solo ad aspettare il momento in cui potrai di nuovo giocare a Pokemon Go.

 

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