Il bambino che non poteva più camminare


“Alcuni anni fa un adolescente di 15 anni che viveva negli Stati Uniti si ammalò di poliomelite.

Dopo 5 mesi a letto udì il medico dire a sua madre che non si sarebbe alzato mai più.

Che notizia terrificante!

Che angoscia sapere che non avrebbe mai più dare calci a un pallone, né fare il più normale dei movimenti!

Fare azione

Si informò e venne a conoscenza  di un metodo inventato da Emile Coué un medico francese che viveva negli Stati Uniti e che aveva fatto un miracolo con la suggestione mentale.

Il dottor Coué portò al giovane una corda e gli disse di fare quaranta nodi.

L’istruzione successiva era far passare la corda tra le dita come un rosario, e a ogni nodo dire:

” Posso camminare, Voglio camminare, camminerò”,

visualizzandosi contemporaneamente nell’atto di camminare.

Passarono sette mesi senza nessun progresso apparente.

Ma una notte, verso le tre, la famiglia fu svegliata da un terribile urlo.

Tutti corsero a vedere che cosa succedeva e trovarono il ragazzo steso per terra, in preda a una crisi isterica.

Aveva cominciato a camminare nel sonno.

Era sceso dal letto, aveva fatto qualche passo, era andato a sbattere contro un tavolo e cadendo si era svegliato.

Il punto di questa storia è che la mente inconscia aveva accettato che il ragazzo potesse camminare, e di notte, mentre la mente conscia dormiva, aveva agito automaticamente in base a ciò che le era stato ripetuto più volte: “ Posso camminare, Voglio camminare, camminerò”.

Dopo quella notte il ragazzo portò una fede immensa e un’enorme fiducia nel potenziale della propria mente , e nel giro di pochi mesi, riuscì a camminare, così come si era suggestionato a fare.

Il potere delle parole con i figli

Le parole sono molto potenti: possono abbattere o elevare, far ammalare o curare, distruggere o sollevare.

Utilizzatele saggiamente, e regalerete a vostro figlio un autentico tesoro che durerà tutta la vita.

Quindi evitate di usare frase negative che trasmettono concetti negativi ai vostri figli.

Non servirà a nulla tentare di programmare la mente con affermazioni positive, se le affermazioni negative sono più numerose.

In questo modo l’unica cosa che otterrete sarà annullare le affermazioni positive e incidere nel suo inconscio quelle negative.

Evitate sempre di dire al vostro bambino frasi come:

“ che stupido sei!”,

“Sei troppo piccolo per farlo”,

” Non puoi”,

“ Quel bambino è molto migliore di te”,

“Sei un pappamolle”,

“Non vali niente”,

“Per te è troppo difficile”,

“Per te è impossibile”.

Con questo tipo di frasi l’unica cosa che otterrete sarà incidere in vostro figlio un programma negativo.

Le etichette e i nomignoli distruggono il futuro di tuo figlio

Le affermazioni negative producono risultati negative, mentre le affermazioni positive contribuiscono a ottenere risultati sani e positivi.

Evitate anche di utilizzare etichette che finiscono per diventare verità innappellabili, ad esempio:

” Non sei proprio fatto per l’atletica”, “Sei sempre stato timido”,” Hai ereditato i geni dell’incapacità per la matematica”,” In famiglia non abbiamo orecchio musicale”.

E per favore astenetevi di chiamare mai i figli con soprannomi stupidi, e non permettete ad altri di farlo.

Chiamare i figli con nomignoli come

“Cicciobomba”,”Gnomo”,”Scheletrino”,”Tappo”,”Sporcaccione”,”Zuccavuota”,e così via,

è un gravissimo errore che programma il bambino in direzione di quella parola e danneggia l’identità e la personalità.

Pensate all seguente detto e rifletteteci:
NON APRIRE MAI LA BOCCA SE NON SEI SICURO CHE CIO’ CHE DIRAI E’ PIU’ BELLO DEL SILENZIO.

 tratto da PNL CON I BAMBINI di Eric de la Parra Paz.

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